Partire dalla decisione
Davanti a una dashboard, la domanda che considero più utile è questa: quale decisione dovremmo essere in grado di prendere? Potremmo dover valutare un investimento, capire la sostenibilità di un nuovo contratto oppure organizzare il lavoro dei prossimi mesi. Ogni situazione richiede informazioni e orizzonti differenti.
Se non chiariamo la domanda, rischiamo di raccogliere molti dati senza costruire una lettura. Un indicatore acquista significato quando conosciamo la sua definizione, il periodo a cui si riferisce e il perimetro osservato. Anche il confronto con il passato richiede attenzione: cambiamenti nei criteri di classificazione possono far apparire un miglioramento o un peggioramento che dipende dal modo di misurare.
Leggere le relazioni
L'aumento dei ricavi, preso da solo, lascia aperte diverse domande. Quali risorse assorbe? Come cambiano le scadenze di incasso? Quali impegni genera per l'organizzazione? Con quale margine viene svolto il lavoro? Collegare queste informazioni aiuta a capire che cosa comporta la crescita.
Nel controllo di gestione attribuisco molta importanza a queste relazioni. Una lettura economica, una lettura finanziaria e una lettura operativa descrivono aspetti diversi della stessa impresa. Per confrontarle servono definizioni coerenti e un confronto tra chi produce i dati e chi conosce le attività.
La qualità dell'informazione comprende anche i suoi limiti. Un dato incompleto o una previsione possono essere utili, purché siano riconoscibili come tali. Esplicitare le ipotesi permette di aggiornare il ragionamento quando arrivano nuovi elementi e di capire quanto una decisione dipenda da condizioni ancora incerte.
Dare seguito alle decisioni
Una riunione sui risultati dovrebbe concludersi con una lettura condivisa di ciò che richiede attenzione. Quale fenomeno va approfondito? Quale decisione può essere presa? Chi raccoglie l'informazione mancante? Quando torneremo a verificare?
Questo passaggio attribuisce una funzione al reporting e crea continuità tra un incontro e il successivo. Aiuta anche a evitare che lo stesso problema venga commentato per mesi senza un responsabile o un'azione precisa.
Per me, il contributo del CFO comprende questa traduzione: rendere comprensibili le implicazioni delle scelte e sostenere un confronto rigoroso tra possibilità, risorse e impegni. I numeri aiutano davvero quando consentono a chi guida l'impresa di formulare domande migliori, riconoscere i vincoli e assumersi la responsabilità delle decisioni.
Pietro Zappaterreno
Imprenditore, creatore del Metodo ECP.CEO e cofondatore di Datasec.
